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<article id="1" title="Le ``guerre di religione''" date="Thu,  8 Feb 2007 00:02:21 +0100" author="Paolo Lulli">
<cite>A mali estremi, estremi dolori<br/>
(Immanuel Kant)</cite>
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Stiamo vivendo tempi bui, oscuri quasi quanto il medio evo che ci lasciammo alle spalle
per correre speranzosi in braccio alla ``modernità''. 
Si torna a parlare di ``guerre di religione'', di scontro tra civiltà. Sembra uno scherzo,
ma chi ne parla assume un tono serio, anzi serissimo. Peggio di un telequiz. 

Gerusalemme è multiculturale, accanto ai musulmani hanno sempre vissuto i cristiani. I cristiani
convivono da sempre (ma guarda un po') con gli ebrei. La gente comune ha sempre avuto molto
da fare, troppi problemi da risolvere, da avere poco tempo libero per perseguitare il vicino di
casa che crede ad un altro dio. E senza  neanche arrivare per questo ad ipotesi più scomode,
agnostiche o magari a vere meontologie (è scritto così, non c'entra nulla la deontologia, la cultura vera
in genere è indisciplinata e tende a farne a meno).
Non mi sono mai sognato di mettere la sveglia alle tre e mezza di notte per andare a profanare
cimiteri ebraici.  Nessuno che al mattino abbia una qualche occupazione lo farebbe; nessuno che non sia
stato istruito a questo genere di cose con attenzione, per anni e con un fine deliberato. 
Non capisco la carne di maiale, ma se vivessi nei climi torridi dei deserti sabbiosi non 
desidererei tanto mangiare salsicce e avvinazzarmi. 
Capisco ancora meno la bellezza commovente e lo sfarzo delle chiese di un altro culto che predica la povertà. 

E' assolutamente vero che l'essere umano è un animale sociale, continuiamo a vivere in comunità, 
piccole o grandi che siano, nonostante i governi di tutti i tempi e di tutte le nazioni abbiano 
fatto di tutto per renderlo difficile, da sempre.
Tutti gli steccati che si sono eretti hanno puntualmente finito per separare le persone loro malgrado. 
La separazione è sempre stata preceduta da un'arringa, da un discorso doloroso ma necessario. 
Dagli autocrati di cui conservano memoria le nere profondità della storia umana, fino ai contabili 
coraggiosi della nostra
tetra contemporaneità, si riesce a far quadrare un bilancio, ma non a fare a meno di mandare in
giro gente in armi. Si ritiene inumano fare-a-meno-di e questo shift morale trasla
la luce verso il blu. E' una  vera implosione di senso; il rumore dei tacchi in marcia dovrebbe 
rimbombare sonoro, eppure riusciamo appena ad avvertirlo, in tempi in cui la guerra è umanitaria, 
prevenire è peggio che marcire.

Sembrerebbe che non si risparmi costruendo fucili anzichè acquedotti e strade, perchè acquedotti e strade portano benessere. 
Un popolo che ha tutto ciò di cui necessita è
più duro da sottomettere, non si può stabilire nessuna forma di potentato , neanche una mafia
piccola piccola.  Tutto cambia se invece si sfrutta il lavoro dell'industria per produrre le più epocali devastazioni.
Ma per poter fare questo occorre il consenso. Il consenso per la ``difesa.'' 
Invocando la legittima difesa si può tutto, occorre solamente un nemico o, meglio: Il Nemico.
E' per questo che i villanzoni di turno, scoperto Cesare ed il ``Divide et Impera'' vangano e
rivangano tutte le differenze possibili tra donna e uomo, tra donna e donna, tra uomo e uomo,
tra razza e razza. Tra le mie usanze e le tue usanze potrebbe essere nascosto un motivo 
possibile perchè ci bombardiamo a vicenda. Potrebbe. Ma potrebbe non esserci, potrebbe essere solo un
increscioso equivoco. Nel dubbio, gli odierni Salomone bombardano. Nel dubbio, si redigono
costituzioni un po' meno laiche pretendendo che nelle nostre radici da sempre ci sia qualcosa
che in realtà si è importato togliendo tutto quello che non ci faceva comodo. 
Un esempio tangibile di questo traviamento?

Francesco D'Assisi soleva rappresentare la Natività con stalla e pastori. Non perchè fosse uno storico,
e sperimentava le condizioni di vita, ma perchè teneva ad un certo tipo di messaggio; 
era un messaggio che non aveva nulla a che fare con
le cattedrali, non aveva nulla a che fare con S. Pietro e l' ``Ad Usum Fabricae.'' E la potenza del
suo messaggio era tale che Francesco non fece la brutta fine di tanti altri che vennero bruciati
senza troppe questioni per gli addetti stampa.
Tuttavia, ora capita di vedere nelle chiese rappresentazioni e sculture talmente ricercati e preziosi, che
il significato principale, la semplicità, è andato completamente perduto.
Le cattedrali, invece, sono rimaste. 

Ma cercare il pretesto di una guerra, una schermaglia, o anche solo una zuffa di condominio nella religione
vuol dire che già non si è trovato il pretesto in differenze di natura più fisica, come la razza, le abitudini
sessuali, il censo.

Passare dalle differenze fisiche a quelle del pensiero vuol dire poter escludere a priori qualsiasi
motivo sensato per essere in contrasto, vuol dire che il signorotto di turno ha già vinto, ha giocato 
le sue carte, e si prepara a godere della rovina della sua nazione, di cui pure tesse le lodi, 
ricavando profitto dalla sofferenza, trasformando le lacrime in oro.
Ma tutto questo solo dopo aver bruciato ogni libro e la coscienza storica di una razza umana.

Nonostante ciò, non è perchè vado d'accordo con i culti esoterici che vanno per la maggiore
in questo sorprendente mondo, è che comunque sono troppo impegnato nelle mie cose terrene per dare 
retta a Goffredo Di Buglione per impegnarmi nell'ennesima crociata contro i Fedeli.




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