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<article id="1" title="La Francia del 1700" date="Sat, 18 Mar 2007 19:20:28 +0100" author="Paolo Lulli">
<cite>La pazienza è la virtù dei pazienti
(Carneade di Cirene)</cite>
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La rivoluzione francese è sovente ricordata come tale, ma più spesso si citano Napoleone Bonaparte 
e le sanguinose stragi, le lotte che sono intercorse in quel periodo controverso in cui il progresso
culturale sopravanzava la grettezza delle strutture sociali. ``Libertè, Fraternitè, Egalitè'' risuona
come una reclame  ben riuscita di una marca di pomodori pelati, ma nulla più. Il politico moderato 1
che vuole screditare agli occhi del pubblico il politico moderato 2, non deve far altro che accusarlo
di ``giacobinismo.'' D'altra parte, lo stesso Manzoni, in gioventù, è stato Giacobino. Però poi
è cresciuto, ha imparato che se hai fame non devi assaltare una panetteria, bensì affidarti alla Provvidenza.
E va tutto bene, finchè veramente non abbiamo bisogno di svaligiarla, la panetteria; per i cultori dell' Etica, 
senza scomodare la Provvidenza, basterebbe affermare che una panetteria svaligiata poi non ha più di che 
fare il pane.
Ma stiamo divagando.
Ancor meglio se il politico moderato 1 accusa di giacobinismo il politico progressista 1, il quale
si schernisce dicendo: ``io sono moderato, non come il politico progressista 2.'' Al che, il politico
progressista 2, chiamato in causa, replicherà: ``è il sistema che è sbagliato, è tutto da rifare.''
( Ma che cosa c'entrano i Giacobini ? )
Così, invece di entrare nel merito della discussione, si passa da una accusa ad un'altra, per semplice
vergogna del termine precedente. 
Talvolta l'accusa è talmente insostenibile da avere un senso storico. I socialisti, quelli veri, quelli
che hanno a cuore, almeno per una mera questione etimologica, la società, devono preoccuparsi di non apparire
come tali, di sembrare un poco meno rossi ed un poco meno egualitari.
In definitiva, il vero egualitarismo fa paura un po' a tutti, così come la fratellanza universale, così come
la libertà. Bisogna arroccarsi un poco sull'acropoli, distinguersi dal politico progressista 2 che parla 
della politica progressista 2. Parliamo un po' della politica 1 per realizzare un po' della 2.
A questo punto, l'orribile mezzo che ne risulta, è qualcosa di sgradito a tutti, e solo perchè l'ufficio
marketing del politico ``progressista'' sconsigliava l'affermazione 2, sulla base di sondaggi moderati.
La fratellanza universale spaventa perchè invece troppo facile a realizzarsi nella pratica rispetto al suo 
formale riconoscimento.  Come giustificare il fatto che si permette ai nati in terra straniera di non 
essere deportati o, quanto meno, trattati con appena poco meno riguardo di altri ? 
Come permettere che non si possa - di tanto in tanto - scatenare un conflitto nucleare con il vicino
di casa per cause futili ? Come lasciare che altri che pure formalmente godono degli stessi nostri diritti,
ne fruiscano a tutti gli effetti ? Non sarebbe una assurda fine della storia, senza plausibili scenari
apocalittici ? Non era forse in questi il sogno della razza umana ?

In definitiva gli autori che si ricordano sono i più moderati, dello stesso Voltaire si ricorda
come questi fosse disposto a morire per per permettere che qualcuno esprimesse le proprie idee,
sebbene diverse dalle proprie. Il suo trattato della tolleranza è il massimo dell'illuminismo
che si ricordi, sebbene fosse per altri aspetti un autore tutto sommato ``convenzionale''.
Autori come D' Holbach, invece, sono stati cancellati dalla storia e dalla memoria. Riassumere il
nucleo dell'illuminismo a qualche trattato sulla tolleranza e, in definitiva, ad autori teisti ,
è di fatto assai riduttivo, se non un esplicito traviamento del senso della storia. Non si capisce
altrimenti in che cosa il cosiddetto ``Illuminismo'' dovrebbe differire dall'ottimismo un po' ottuso
e miope del primo novecento. Nel secolo dei lumi, nessuno avrebbe decantato il rombo di un motore
di automobile (if any...) il culto della velocità (e dello stress metropolitano) la guerra come
igiene del mondo. Queste sono follie che potevano nascere solamente dalla definitiva sepoltura
delle idee appena affacciatesi nel periodo precedente.
Ebbene nessuno conosce D'Holbach, ma si crede di sapere che cosa sia illuminismo, che cosa no.
Si parla di sovrani illuminati, e magari di libero arbitrio ( utile solo per addossare colpe
e comminare pene) ma è solo un teatrino della restaurazione, la nera ombra del medioevo che
torna a mordere i calcagni.

Ma perchè invece voler affermare a tutti i costi la necessità di una meta-fisica, di un qualcosa
che trasporti le nostre esigenze reali in un mondo in cui non siamo reali noi, al solo scopo
di non mostrarci tal quali siamo e non spaventare il cittadino moderato del mondo reale
che - a ragione - non condividerà qualsiasi affermazione  di un'esigenza che minacci il suo status-quo e che
viene posta in un mondo metafisico per carpire il suo consenso ?

Gli spostamenti semantici sono tutti relativi, ed il concetto cardine, 
come conseguenza del cambiamento di coordinate, non trasla in senso assoluto.
Insomma, il re è ben vestito, sebbene potrebbe concederci la costituzione.
Che il re non voglia concedere la costituzione di buon grado è comprensibile; che il Papa 
voglia detenere il potere politico è comprensibile. Meno comprensibile è che chi non ha scranni
e ha imparato, in qualche modo a leggere e scrivere, non sia in grado di produrre qualcosa
che assomigli in qualche modo ad una cultura originale, ad una cultura vera, e che non si
vergogni se necessario di sostenere un modo diverso di vivere. Un modo autentico di conoscere
la storia, e di ribattere a queste persone dedite al potere sul campo della loro ignoranza,
senza cadere nell'utilizzo di una lingua che appartiene al sovrano.




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