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<article id="1" title="La Rivoluzione industriale" date="Mer 28 Mar 2007 00:56:39 CEST" author="Paolo Lulli">
<cite>Stat Roma pristina nomine, nomina nuda tenemus
(Umberto Eco, ne ``Il nome di Roma'')</cite>

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Dei cambiamenti sociali si è scritto molto, forse persino troppo. Di come ottenerli, di
quando ed in che condizioni questi si siano verificati. Se questo sia desiderabile,
da chi questi possano essere considerati desiderabili.
Dal principe restauratore di Machiavelli che scrive manuali per riunificare un' Italia
che non è mai esistita e - per buona sorte - non esiste ancora all'Arte della Guerra. 
Dall' Impero Romano alla P2.
Tutti vogliono sapere come produrre variazioni nella società, fare la scalata ad un
particolare livello, riuscire ad inquadrarsi in una determinata nicchia, abitare un certo
habitat ricercato piuttosto che il sottobosco. Meno comune è il tentativo di plasmare la società nella quale si
vive, cercare di modificarne la struttura, a prescindere dai ruoli esistenti e 
ricalcabili. Spesso si scambia per rivoluzione la scalata ad un ruolo, gli eroi della
Rivoluzione d'Ottobre occuparono il posto del vecchio Zar. Nell'immaginario del contadino
russo, malgrado tutto cresciuto a digiuno di lettere in Francese e feuilleton letterari,
un capopolo con i baffi vale uno zar, se la vita è la stessa ed il freddo pungente sulle
guance. Ma non perchè oggettivamente fossero la stessa cosa, tuttavia come permettere
l'invasione in armi di un paese, come permettere la repressione del dissenso ?
Invano si accusa oggi di ignorare tali ovvie considerazioni chi le considerava crimini allora ed è stato zittito.
E solamente per zittire oggi chi grida all'uomo nero.  E l' Uomo Nero non è affatto uomo qualunque, 
malgrado possa somigliargli pericolosamente.

Il Manzanarre ? E dove diavolo è ?

Diversamente, i cambiamenti strutturali avvengono per ragioni storiche, materiali. 
Il bisogno di un'identità, il bisogno di una vita libera, le grandi migrazioni. 
Non è il ministro di un paese a decidere che i flussi migratori esistano
o meno, che siano diretti in una particolare regione piuttosto che in un'altra. Morire 
di fame in terra patria non si sceglie la sera del dì di festa. Un ministro
può solo decidere dei diritti; garantire la parità o discriminare in base all'arbitrio del
momento. La Chiesa ci ha regalato il Libero Arbitrio, ed il ministro di turno lo userà per discriminare.
Visto che altre libertà non può prendersi, in questo nostro ristretto mondo. In assenza di libertà,
è rimasto solo l' Arbitrio. E' un meccanismo rivoltante e collaudato, ubi Diritto, Privilegio non datur.
Pertanto, ti privo dei tuoi diritti  a prescindere, per poter accordare privilegi a chi voglio. E' così che si afferma
questa rudimentale forma di volere. Sia scritto, sia fatto. Il potere ha la sua fondazione. 

Che le migrazioni avvengano, non è l'uomo nihilpotente a deciderlo, è il clima, le condizioni storiche,
un'insieme complesso di variabili dipendenti in maniera sensibile dai loro valori iniziali, malgrado
influssi più o meno infausti di un siffatto aspirante al rango di Demiurgo.

E talune rivoluzioni, forse le più importanti, di sicuro le più significative, quelle che lasciano 
alterazioni strutturali, non di sicuro le rivoluzioni politiche, ma quelle sociali, avvengono per
di più per cause naturali, connesse intimamente alla struttura dei rapporti tra le varie componenti del sistema.

Una autentica rivoluzione sociale ? La rivoluzione industriale. La sola a non essere stata soffocata
nel sangue dai reazionari della Vecchia Europa. I quali per inciso, vista la crescente consapevolezza
degli sfruttati, hanno deciso di partire alla volta delle Americhe. Se l'uomo vivesse appena più a lungo,
avremmo visto Metternich ad esportare democrazie dall'Atlantico al Pacifico. Con una particolare predilezione
per l'istmo.

D'altra parte come fare per sottomettere le macchine ? Si pensa allora di sottomettere gli uomini a queste. 
Pensiero geniale! Utilizzare l'ingegno per creare nuove schiavitù piuttosto che garantire 
diritti; dei sognatori avranno vagheggiato di poter ottenere questo per davvero, un giorno.
Eppure talvolta la realtà supera l'immaginazione, e le ombre il presente minaccioso.

Presto si contenderanno i diritti d'autore su questa trovata: scatole per contenere il pensiero 
che tracima al di fuori.
Iene che si contendono la Carcassa, la nostra.  E al contempo, il nostro generale plauso, sottofondo 
con rullo di tamburi: si parte alla volta dell'ennesima bestemmia di una guerra umanitaria.

Il capitolo che mancava a Machiavelli.


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